|
|
Tutto pronto per la grande festa di Pasqua allo STINTINO CONTEST in Sardegna |
|
Tutto meravogiosamente pronto per vivere in una delle località più belle della Sardegna, il 3 4 e 5 aprile a Stintino si terrà una gara di RACE dedicata al kitesurf, nonchè manifestazioni e feste di vario genere. 
Per info sulle gare e sugli alloggi clicca su more info.
|
|

Uscirà tra pochi giorni sul mercato la nuovissima DYNABAR FS che va a completare l prodotti JAY parliamo di una DYNABAR specifica per il freestyle.
La caratteristica principale di questo nuova spreaderbar è il gancio che può orientarsi in tutte le direzioni e grazie ad un elastico si allinea in posizione di parking quando ci si sgancia.
Riagganciarsi non è diverso da una normale spreaderbar, la differenza notevole è il gancio che può orientarsi liberamente e riduce al minimo la torsione che la spreaderbar trasferisce al trapezio e di conseguenza al kiter: la minor torsione si traduce in minor sforzo dei muscoli dei fianchi e schiena che devono opporsi alla trazione del kite.
Non meno importante è la riduzione del rischio di impatto accidentale con le costole in quanto non offre nessuna resistenza quando entra in contatto con il corpo. Presto la Redazione potrà testare il prodotto e specificare le caratteristiche positive e negative all'interno dell'area Test del Portale.
Clicca su more info per entrare nel dettaglio. |
|
RRD FATAL WAVE Classic Test!! |
|
Test Target " Tavola " Fatal Wave Classic 2010Livello del test ride Pro_Rider Data del test Gennaio 2010 Luogo del test Brasile - Italia Condizioni del vento dai 14 ai 35 nodi Condizioni del mare Onda formata da 1 a 3 metri Descrizione del testEcco un breve test della nuova tavola RRD FATAL WAVE Classic destinata ad uno stile prettamente da onda. Quest'anno la brand Roberto Ricci, oltre a propone una nuova linea di tavole a 3 pinne la Fatal Wave Classic, la Fatal Wave Tec e la Fatal Wave Wood con laminazione in legno. Le prime impressioni di questa tavola sono stabilità e velocità, infatti ci si trova subito a nostro agio in navigazione, Il mio perso è di circa 90 chilogrammi e nonostante ciò la tavola che con poco vento mi permette di navigare senza soffrire, entrando con molta facilità sull'onda. Ottima anche nei botton turn infatti è come se la tavola ti accompagna per tutta la surfata. Peso e resistenza hanno il giusto compromesso, inoltre l'assetto delle 3 pinne thruster permette comunque di aggrappare benissimo anche se sei in ritardo sull'onda. Fino allo scorso anno ho utilizzato solo tavola più grandi come la 5.9 o la 6.1 e devo dire che la soddisfazione c'era ma non avevo il feeling che ho potuto assaporare con questa tavola, sarà la nuova linea o sarà che avendo un lrocher più dritto, maho come la sensazione di navigare un minimo con una bidirezionale, ma una cosa è certa, finalmente ho trovato la tavola adatta alle mie aspettative. La costruzione della Fatal Classic è simile alle vere tavole da onda, ma con i giusti rinforzi dovuti alle sollecitazioni del kitesuf. La grafica è accattivante ma rimane molto sobria con fantasia nero grigie. Per maggiori info e commenti potete cliccare sil link www.kitesurfing.it/forum 
|
|
NAISH CHARGER 7 e 9 metri Test!!!! |
|
Test Target " Ala " Charger 2010Livello del test ride Amatore Data del test gennaio 2010 Luogo del test Brasile Condizioni del vento da 20 a 30 nodi Condizioni del mare Leggermente choppato Descrizione del testHo avuto modo di provare più volte il Naish Charger in Brasile nelle misure 7 e 9. Il 9 metri l'ho provato in due occasioni con 20 nodi e mare con leggero chop. L'ala è veramente ben fatta con finiture di alto livello e la barra, come al solito Naish, è molto razionale e con il depower vicino al Cicken Loop. Il profilo è un delta con una Leading Edge segmentata ed un AR piuttosto basso. In volo il kite è veramente molto stabile ed in navigazione è molto veloce e si posiziona molto verso il bordo esterno della finestra dove esercita un tiro deciso ma che non mette mai in crisi. La tavola che avevo era una bidirezionale molto planante con le misure 133x43. In acqua con il Charger ho raggiunto velocità molto elevate, mi è sembrato che il kite, a mio parere molto improntato ad un uso freeride, richieda una tavola molto fluida per godere delleccellente bolina e della notevole velocità che sviluppa. Il lift è notevole ma non eccezionale, ma quello che mi ha favorevolmente impressionato è l'hang-time, perchè dopo ogni salto galleggiavo letteralmente in aria. Il kite ha una velocità di rotazione veramente notevole, diciamo che è fra i più veloci che abbia mai provato e questo lo rende adatto anche alla navigazione fra le onde, anche in virtù di un depower che si può regolare a piacere fino ad anullare completamente la trazione. Per quanto riguarda le manovre wake stiyle non mi è sembrato un'ala particolarmente adatta a tale scopo: la manovre con Kite Loop si sentono poco, l'ala gira bene su se stessa ma genera poca trazione e, dopo aver terminato il loop va subito a posizionarsi in quella porzione di power zone al limite del bordo finestra, dove comunque, come ho già detto, esercita un bel tiro. Insomma, nonostante il pop deciso di tavola, uscivo ben poco dall'acqua. La stessa impressione l'ho provata per il 7 metri che ho usato in diverse occasioni con condizioni che oscillavano fra i 25 ed i 30 nodi. L'ala ha le stesse caratteristiche del 9 ma è molto più veloce, diciamo che ha una velocità a cui bisogna un pò abituarsi. In sostanza è un'ottima ala da Freeride ed una buova ala per il wave, consigliata ai principianti per la stabilità ed a chi vuole fare kite a 360° ma non fa manovre da sganciato. E' in grado di assorbire bene raffiche anche ampie per via del depower esteso che, comunque può essere ridotto a piacere con la stopper ball che scorre facilmente sulla cima. La ripartenza dall'acqua è pressochè immediata, semplicemente tirando una back: l'ala ruota quasi su se stessa e si alza in volo in un attimo |
|
Test Target " Ala " Religion 2010 2010Livello del test ride Pro_Rider Data del test Febbraio / Marzo 2010 Luogo del test Latina Lido Condizioni del vento dai 12 ai 25 nodi Condizioni del mare Mosso con un metro e mezzo di onda Descrizione del testCiao ragazzi, Da precisare che il Religion è un'ala destinata ad uno stile completamente Wave, infatti è stata studiata per lo specifico per questo tipo di pratica. Partiamo con la sacca, composta da un materiale plastico, molto cool, compatta e con alte finiture persino all'interno, con una fascia a strap per bloccare l'ala, inoltre la sacca ha la possibilità di inserire il boma tramite una piccola zip posta sopra la sacca. 
Il test è stato effettuato in varie condizioni di vento e con una tavola da onda modello Fatal Wave classic 5.8, il mio peso è di circa 90 kg. Sono molte le particolarità che fa contraddistinguere il RELIGION, da altri kite, uno di questi sono i rinforzi in velcro (in questo caso di colore nero). Il disegnatore delle vele si chiama Werther Castelletti, famosissimo in Italia anche come proprietario di una veleria, infatti Werther avendo un know how di circa 500 vele l'anno, ha evidenziato i punti di maggiore rottura delle vele di svariati modelli ed ha inserito i relativi velcri nel Religion nei punti di maggiore rottura, causati sopratutto dall'onda.  
Un'altra particolarità dell'ala è anche la struttura, che una volta gonfiata a pressione, rimane rigidissima, questo permette alla vela, una volta frullata dall'onda di riprendere immediatamente la forma prontissima al rilancio. A differenza degli altri modeli sempre di casa RRD come Passion e Obsession, la Religion si sente un po di più nel boma, rimanendo sempre morbido comuqne sulla barra, e risponde prontissimo a qualsiasi azione uno vuole effettuare. Un'altra particolarità che ho notato nel Religion, e che nel momento in cui surfiamo l'onda e depotenziamo l'ala completamente, a differenza di altri kite SLE, rimane davanti la finestra e non tende a raggiungere il bordo finestra. Per me questa è stata una vera e propria rivoluzione, infatti una buona surfata e dovuta anche dalla risposta della vela sopratutto nel cambio di mura, ed li Religion su questo fa la vera differenza, in quanto hai sempre la possibilità di contare sulla spinta dell'ala quando ne ha bisogno. Dopo un nuovo test effettuato con raffiche oltre 20 nodi, ho potuto notare che scaricando completamente l'ala, quindi con le back line lente, l'ala rispondeva subito ai comando del boma. 
Come sopra indicato, ho avuto la sfortuna di frullare il Religion molte volte sotto le onde in una mareggiata, dopo che per un imprevisto fuori programma ho causato la rottura del depower mentre mi trovavo distante da riva, (volevo cambiarlo prima di uscire, ma come al solito si dice sempre , " lo cambio dopo "). Il test della resistenza della vela è stato superato senza alcuna rottura, anche se a dire il vero visto la grandezza delle onde temevo veramente il peggio. TEST DA COMPLETARE CON ULTERIORI USCITE IN KITESURF, Coming soon... Potete scrivere un vostro commento cliccando su link http://www.kitesurfing.it/web/guest/forum/message_boards/message/574646 Per vedere la gallery clicca sul link FOTO |
|
North EVO 12 metri Test!!! |
|
Test Target " Ala " EVO 2010Livello del test ride Pro_Rider Data del test 27/12/2009 Luogo del test Anzio-Marinaretti | Lavinio Condizioni del vento E-SE 10-16nodi | N-NO 8-18nodi Condizioni del mare onda formata 1-1,5m | onda formata 0,5-1,5m Descrizione del testRagazzi sono veramente entusiasta del North EVO 2010! Finalmente il kite che tanto desideravo nelle mie mani per due giorni di puro divertimento. Le prestazioni dell’EVO 2010 rappresentano un eccellente compromesso tra qualità freestyle new-school del Vegas e caratteristiche wave del Rebel. Tra i punti di forza spicca un’eccellente comportamento con vento leggero, una stabilità fenomenale a prova di buchi e raffiche di vento, una grande velocità per bottom turn radicali e kite-loop tiratissimi, ottima neutralità nelle fasi critiche della surfata, tantissimo pop per staccare salti col kite in potenza, ottimo feeling in condizione unhooked (sganciato) ed, infine, un range di utilizzo senza paragoni. Utilizzando la barra a 4 cavi il comportamento è sostanzialmente lo stesso ma, abituato ad utilizzare kite North con la quinta linea strutturale, cioè indispensabile per il funzionamento del kite, sono rimasto sorpreso di come il kite mantenga invariata la sua forma e la rigidezza risultando solo, volendo essere puntigliosi, leggermente meno morbido sulla barra e un pò meno veloce, caratteristica invece molto apprezzata e ricercata da chi esegue handle pass con il kite in piena potenza. Il sistema di sicurezza con il cavo scorrevole e la ripartenza dall’acqua sono molto efficienti anche con la configurazione a 4 cavi, ma io preferisco utilizzare e consiglio sempre la barra a 5 cavi. Importante mito da sfatare è quello della 5° linea che si può attorcigliare intorno al kite e tagliarlo, cosa che non può succedere se in tal caso si tiene teso solo il quinto cavo finchè non si sia liberato il kite. È importante fare un po’ di pratica e poi non potrete più farne a meno. Devo confessare che il primo giorno di prova, con vento spesso intorno ai 10-12 nodi, temevo di non risucire a surfare le onde bellissime che aveva montato il vento di levante, ma una volta in acqua, ogni dubbio è scomparso e mi sono concentrato solo sulla scelta dell’onda migliore, con la sensazione di avere tra le mani un kite molto più piccolo di un 12 mt…e dopo, tanto per variare l’uscita, cambiando semplicemente tavola, mi sono altrettanto divertito in una session freestyle, sfruttando l’ottimo feeling che ha l’EVO 2010 condotto da sganciato. Se da tempo sognate un kite che vi faccia sentire a vostro agio sia surfando le onde che eseguendo i vostri tricks freestyle/new-school preferiti l’attesa è finita: avete trovato il vostro inseparabile compagno di giochi. |
|
Flyboards Flydoor XL 2010, le prime sensazioni |
|
Ciao a tutti. E così la mia gloriosa Flyboards Flydoor L del 2009 ha passato le consegne alla nuova Flyboards Flydoor XL del 2010. Le misure abbondanti 170 X 50 non lasciano adito a dubbi: si tratta di una tavola senza compromessi studiata e realizzata per consentire al rider di navigare risalendo efficacemente il vento in un vero scenario ULW (ultra light wind) naturalmente a patto di possedere la giusta ala, nel mio caso il foil Flysurfer Speed 3 19 DLX. Come al solito pubblicherò il test completo della tavola, incluso l’esame tecnico approfondito, dopo aver collezionato con essa un numero sufficiente di session in condizioni di vento e mare differenti. Per il momento desideravo riportarvi le impressioni della prima session effettuata in condizioni ULW con il vento che ha soffiato per una grande parte della session tra i 6 e gli 8 nodi (ma con buchi di 4/5 nodi!). Un mio amico prima di entrare in acqua mi dice “Carlo se vai oggi abbandono il kite”. E….beh, la mia session si è svolta senza problemi ma lui...[..] 


Clicca su more info per continuare a leggere il test nonchè per vedere altre foto in azione
|
|
Stintino Contest Il Vento tra le mani 3 5 aprile 2010 |
|

Comunicato n. 0001/09/Gus COMUNICATO STAMPA “Stintino Contest”, il vento tra le mani Dal 3 al 5 aprile la Pelosa diventerà un “surf spot” di primo piano, con i migliori atleti di windsurf e kitesurf a darsi battaglia tra le onde dello splendido mare del golfo dell’Asinara.
SASSARI 30 dicembre 2009 - Il vento, il mare, le escursione tra splendidi paesaggi circondati da una natura ancora incontaminata saranno gli ingredienti del primo “Stintino Contest” che si svolgerà nel periodo di Pasqua dal 3 al 5 aprile 2010 a Stintino. Gli scenari della manifestazione, che nasce dalla sinergia tra la Mec3 Sport – Pubblicitas, Comune di Stintino e Provincia di Sassari, saranno lo splendido mare della Pelosa e i paesaggi incantati di Capo Falcone, dell’isola Piana e dell’affascinante isola parco dell’Asinara. 
In questo stupendo paesaggio il windsurf e il kitesurf saranno gli sport protagonisti di un evento che, in Sardegna, si preannuncia tra i più interessanti nel panorama delle manifestazioni sportive primaverili. Un grande “raduno” in grado di catalizzare professionisti e amatori ma che vuole coinvolgere anche la famiglia e consentire a tutti di godere di questa splendida località. «Stintino è un posto meraviglioso – afferma Giorgio Giorgi, membro del numeroso staff di appassionati che insieme alla Mec3 Sport – Pubblicitas organizza l’evento – forse ancora poco conosciuto dal punto di vista surfistico». Giorgio Giorgi, ai primi posti nelle classifiche italiane di windsurf nella categoria slalom considera la piccola località di pescatori di tonni un luogo ideale per il suo sport preferito. «È un posto spesso ventoso – riprende – bellissimo, nel quale i tester si trovano davanti condizioni di mare ottimali. A volte variabili, con l’onda più vicino alla riva, oppure in prossimità dell’isola Piana dove il mare è piatto, o ancora un po’ più a largo con l’onda alta. Insomma è adatto per diverse discipline, dallo slalom al free style, dalla formula windsurfing al wave». 
A Stintino sono attesi numerosi professionisti, tra i migliori del campionato italiano di windsurf e kitesurf che si confronteranno in una serie di regate, nelle quali troveranno spazio anche quelli che questo sport lo praticano soltanto per passione e nel tempo libero. Per alcuni giorni il paese che si affaccia sul golfo dell’Asinara diventerà un “surf spot” di primo piano, uno stadio naturale dove vele colorate si rincorreranno tra gli spruzzi e la spuma del mare. Non ci saranno solo regate. Infatti nel primo Stintino Constest sono previsti corsi di avvicinamento al windsurf e kitesurf, prove di sup e di canoa. A corollario delle attività sportive e dei corsi, ai quali potranno partecipare anche i bambini, sono in programma escursioni e trekking a Capo Falcone e allo stagno delle Saline. Non mancheranno le gite all’isola parco dell’Asinara. A fare gli onori di casa per il windsurf ci penserà Roberto Tavazzi, tra i più noti atleti sardi per i suoi successi sportivi a livello nazionale e che a Stintino dirige una importante scuola di windsurf. 
Il vento potrà essere domato anche con il kitesurf. È lo sport acquatico del momento, una miscela esplosiva di gioco e di spasso. Con una piccola tavola ai piedi e un aquilone gli sportivi e gli appassionati potranno farsi trainare, sulla cresta dell’onda, sfiorare l’isolotto con la torre della Pelosa o ancora lasciarsi trasportare fino all’isola Piana accarezzando le onde. A guidare gli amanti della tavola bidirezionale trasportata dal kite ci sarà Antonio Egris, specialista anche del windsurf categoria freestyle e primo classificato nei campionati italiani 2001 a Porto Pollo e 2002 a Chia all’Acquathlon Trofy. L’evento Stintino Contest sarà presentato ufficialmente dal 18 al 21 febbraio a Milano, in occasione della Bit 2010. Gli organizzatori saranno ospiti dello stand del Comune di Stintino che da anni è presente alla fiera internazionale del turismo. La manifestazione in programma a Stintino sarà anche l’occasione per le aziende produttrici e distributrici di materiali per il windsurf e il kitesurf di far conoscere gli ultimi prodotti disponibili sul mercato.
|
|
Ecco un nuovo sistema di streps, chissa se un giorno saranno in commercio per vedere la loro vera efficacia. 


Clicca su more info per scrivere un tuo commento.
|
|
Mark Shinn e le sua nuova linea di tavole |
|

Vi presentiamo il nuovo sito del campione Mark Shinn creatore ed ideatore di tutte le line della brand Nobile Kiteboarding. Mark è rientrato nel mercato delle sole board con una linea completamente creata con il suo Brand. Eleganza e professionalità, danno alle tavole una linea molto resistenze, con linee fluide molto pulite in tutta la gamma, speriamo ben presto di vedere dal vivo queste interessanti board, ma come indicato sul portale shinn in Italia non vi è ancora una distribuzione ufficiale. Ecco alcune foto nonchè il video di presentazione, naturalmente per avere maggiori info vi invitiamo a cliccare su more info. 



|
|
|
5m, 7m, 9m, 10m, 12m and 14m. 







|
|
RRD Religion 8 and Fatal wave Wood 6.0 |
|

Una attrezzatura specifica per chi ama il wave riding. Here it is another couple of picture shot from Roberto Ricci right now down there in South Africa...
The full selection of the trip will be available end of February |
|
La nuova edizione Kitenow Magazine N 19 |
Passion Style
Clicca su more info per commentare questa foto unica nel suo genere.
|
|
Parliamo un po del WAVE STYLE, ecco la mia esperienza con l'onda |
|
Da molto tempo che volevo scrivere due righe sul wave, ed ecco che ieri mi è venuta l'ispirazione dopo che un mio amico mi ha chiamato per telefono, riferendomi che dopo la mia ultima session di qualche giorno fa nello spot di Marinaretti di Anzio, molti rider si erano incuriositi sull'utilizzo e le scelte delle mie attrezzature.
Dopo anni di prove e test di varie tavole monodirezionali di molte brand, non sono mai stato attratto da questa disciplina, fino a quando dopo aver fatto un viaggio a Capoverde e sopratutto dopo essere stato incitato da alcuni amici di Roma, decido finalmente di buttarmi in piena regola cercando di imparare lo stile WAVE utilizzando una tavola MONODIREZIONALE. 
Sicuramente nella settimana passata a Capoverde le condizioni sono state anche una specie di battesimo per me, infatti abbiamo avuto condizioni di onda regolare di circa un metro e mezzo due, perfetto per chi vuole capire la tecnica che si deve effettuare per iniziare a ricamare sull'onda.
Premetto che non sono ne un surfista da onda (a mala pena sono riuscito a salire ogni tanto sulla tavola), ne un windsurfista (non ho mai impugnato una vela) , quindi il mio approccio sull'onda e stato totalmente oscuro prima dell'arrivo del kitesurf.
In principio ho cercaro di imparare con una bidirezionale, più che altro perchè avevo la possibilità di muovermi meglio in caso di mare agitato, ma la surfata come ben si sà con un twintip è totalmente diversa, perchè devi sempre avere il kite che tira, oltre ad avere spesso il problema della tavola che si ingavona per colpa della poca lunghezza.

Successivamente ho provato ad utilizzare delle tavole ibride, sempre molto simili alle bidirezionali, ma con la possibilità di avere una punta un po più lunga per favorire la surfata, ma anche con questo modello bisogna sempre avere il kite che tira.
Una volta a Capoverde, ho deciso di utilizzare invece una tavola monodirezionale per l'intera vacanza, e sotto consiglio di alcuni amici sono riuscito pian piano a capire alcuni movimenti essenziali per l'utilizzo di una tavola direzionale.
La tavola avendo molto più volume, ed una prua accentuata ti accompagna sulla parete dell'onda con molta più facilità ed armonia, dove a volte puoi persino annullare completamente il tiro della vela per farti spingere e sentire a pieno la forza del mare.
Parto dal presupposto che durante l'estate la mia fortuna è stata quella di acquistare una tavola RACE sulla quale sono riuscito a prendere confidenza sia con le strambate che con le virate essenziale per chi vuole iniziare ad imparare questa disciplina.
Ma dopo tutta questa premessa, arriviamo finalmente alle tavole che per questo periodo ho deciso di utilizzare. Nonostante la mia ricerca nei vari siti internazionali di kitesurf e nelle varie riviste, ho deciso di non seguire assolutamente quello che mi indicavano, infatti visto il mio peso (88 kg) mi si consigliava di utilizzare delle tavola a 4 pinne (quad) 6'2 6'11 per avere più volume e per avere più stabilità in andatura, ma dopo averne testate di varie , non trovavo il giusto feeling tra me e la tavola, fino a quando ho deciso di acquistare delle tavole con misure più piccole, infatti adesso utilizzo una 5'8 di serie ed una 5'5 custom rigorosamente 3 pinne.
La differenza tra le due tavole che ho acquistato è sostanziale, perchè una ( 5'8 ) può essere utilizzata sia con le streps che senza, mentre l'altra ( 5'5 ) può essere utilizzata solo senza streps, con differenze di costruzione oltre di caratteristiche a seconda dell' onda.
La tavola 5'8 è una RRD Fatal Wave Classic destinata ad uno style con onda bella formata e lenta, per dare la possibilità di carvare in modo deciso, ma non troppo violento, una tavola 3 fisn che ti permette sempre di tenerla sotto controllo, una tavola che ti permette di sbagliare, ma molto veloce in andatura.Ho scelto la tavola anche perchè ti permette di iniziare ad imparare lo stile wave in modo semplice.
Dopo essere andato in Brasile 15 giorni, nello spot di Paracuru' ho avuto la possibilità di perfezionare quello che avevo imparato a Capoverde e nell'occasione ho avuto la possibilità di farmi fare da uno shaper locale una tavola da onda inserendo nello shape le caratteristiche di una tavola che poteva soddisfare le mie esigenze ed ecco che è nata la una tavola da surf leggerissima, che mi dava la possibilità di carvare sull'onda in modo dimanico, ma nello stesso tempo con molto controllo, ma questa volta senza utilizzare le streps.
A dire il vero non amo moltissimo sufare con le streps, e forse questo è stato il motivo di utilizzare a seconda delle situazioni due tavole da onda anzichè una.

Nella circostanza di Marinaretti ad Anzio, il vento era un po ON ed il mare non era molto formato, condizioni erano le condizioni perfette per utilizzare la tavola 5'5 senza streps per fare un po di FUNNY WAVE... per dare un po di dinamicità all'uscita...
A differenza di uscite come queste dove la streps è d'obbligo, sopratutto per la sicurezza in acqua, anche perchè se si perde la tavola con il mare molto agitato piò comunque creare disagio.
 
Con questo non dico che lo stile wave adesso è il più bello, anzi tutt'altro, per me il freestyle mi da ancora una carica ed un'emozione che nessuno style per il momento può darmi, ma visto le nuovissime attrezzature e visto che con questo stile si evita di cascare spesso nell'acqua ghiacciata, diciamo che in questo periodo dell'anno mi diverte molto senza rischiare di farmi male con il freestyle per colpa del freddo.
Concludo questo paragrafo nel dire, che surfare l'onda con il kitesurf ha un suo stile ed un suo fascino grazie sopratutto alle attrezzature di ultima generazione che grazie alle Brand si possono trovano sul mercato.         
Alcune foto dei miei giocattoli.
Clicca su more info per entrare nel dettaglio della news.
|
|

Fuse contro Rebel: un’intervista con Ken Winner, il progettista del Fuse e del Rebel. Giornalista del NorthKiteBoarding:
Ken W.: Quando abbiamo incominciato a lavorare sul Fuse nel 2010, il nostro obbiettivo era quello di crearlo quanto più possibile simile al Rebel, ma di ottimizzarlo per l’uso di 4 linee. Naturalmente la prima cosa che facemmo fu di provare alcuni Rebel sulle briglie e senza ombra di dubbio funzionarono bene ma non come ci aspettavamo. Giornalista del NorthKiteBoarding:
Ken W.: Le funzioni principali erano: Le briglie del 2009 con le quali incominciammo non rendevano la barra dinamica come avremmo voluto. I cambi di direzione con la 9m e la 14m non venivano effettuati nel modo corretto. I cambi di direzione con la 5m e la 7m erano buoni, ma la barra era troppo dura, troppo ‘aggressiva’. Dal quel momento in poi il lavoro si concentrò sul: Ridefinire le briglie per renderle più dinamiche. Ridefinire la complessa geometria nelle misure della 5m e della 7m per ridare alla barra velocità ma non rigidità. Dopo mesi di prove, il Fuse finì più come il Rebel di ogni altro KITE che avessimo mai testato. Tuttavia, anche se gli somiglia, ci sono ancora differenze che i kiters professionisti sono in grado di rilevare. Giornalista del NorthKiteBoarding:
Ken W.:Per esempio, il Fuse ha una barra leggermente più morbida e gira con meno vigore. Alcuni kiters preferiscono una maggiore pressione e retroazione, mentre altri preferiscono che si senta meno. È una questione molto soggettiva. D’altro canto il Rebel ha una barra con tempi di reazione più brevi. Questo significa che il Rebel si depotenzia un po’ più quando la barra si allontana dal kiter – un vantaggio per i kiters con le braccia più corte. Ma ultimamente, entrambi i KITE hanno funzionalità simili nel depower. Una piccola differenza tra il Fuse ed il Rebel è lo spessore delle costola centrale in alcune dimensioni e lo spessore del leading edge anteriore nelle punte. Il Fuse è più spesso in quelle zone, in modo da garantire la stabilità complessiva anche quando non il KITE non è gonfiato ad una piena di 6 psi. Nell’insieme il Fuse è perfetto, facile nel freeride su 4 linee. Il Rebel potrebbe essere più sportivo con la 5° linea di carico e la soluzione di sicurezza del 100%. Giornalista del NorthKiteBoarding:
L'articolo è stato selezionato dal portale kitesurfpuglia.com per entrare nel sito e legge l'intervista orginale clicca su more info |
|
L'allenamento per il Kitesurf |
|

Kitesurf -- Windsurf I principi generali dell'allenamento Articolo scritto da Franco Russo – Catania Istruttore IKO di Kitesurf Istruttore FIF di Fitness L'allenamento è importante per una buona prestazione atletica e per evitare spiacevoli inconvenienti. Introduzione. Scivolare veloci sul pelo dell'acqua: è la sensazione bellissima riservata al rider, sia che usi la tavola da onda (il surf) o quella munita di aquilone (kitesurf) o di vela (windsurf). Questi sport coinvolgono praticamente tutta la muscolatura: gli arti inferiori e superiori, la spalla e la colonna vertebrale, gli addominali, i pettorali e i dorsali. Per divertirsi senza correre rischi, è indispensabile sempre un buon allenamento di potenziamento e aerobico, da fare in palestra o all'aperto. Sono sport adatti a tutti ? “Gli sport della tavola sono accessibili un po' a tutti con qualche eccezione: per esempio, in caso di sospetta ernia del disco o se si soffre di ipertensione perché gli sforzi intensi riservati ai muscoli degli arti superiori e della spalla comportano sostanziali aumenti di pressione sanguigna". È buona regola, prima di effettuare uno di questi sport e/o di frequentare una palestra, di sottoporsi ad una visita medica o presso strutture dedite alla medicina sportiva o dal proprio medico di famiglia, per essere sicuri di non avere delle controindicazioni che potrebbero mettere a repentaglio la nostra salute e la sicurezza in mare. E se a volere "svolazzare" sull'acqua fossero i più piccoli? "Non sono sport adatti ai ragazzi sotto i 13-14 anni, cioè prima che lo sviluppo sia completo, per il notevole sforzo imposto a muscoli, ossa ed articolazioni che non sono ancora ben stabilizzate". E’ necessario essere molto forti ? Anche se sembra occorra essere molto forte per cimentarsi in questi sport, non è cosi. Sono sport più tecnici che di forza. Questo anche perché molto del carico è assorbito dal trapezio in questo modo le braccia hanno un carico limitato. Tuttavia occorre essere un buon nuotatore e in forma, specie se qualcosa vada male e occorre tornare a riva a nuoto. E bene dunque svolgere un po’ di esercizio in palestra per rafforzare i muscoli e migliorare la resistenza. Il riscaldamento prima di della performance (mare o palestra) Il riscaldamento (10/15 minuti max) prima di entrare in acqua, specialmente in giorni con mare molto mosso, è essenziale, perché permette ai muscoli di essere “già pronti all’uso” appena si mette piede in acqua. Specialmente d’inverno se non si effettua il riscaldamento può capitare che i muscoli, mentre iniziate i primi bordi, siano soggetti a crampi a causa dell’acqua fredda. Il riscaldamento è costituito da esercizi ed azioni muscolari ed attività fisiche che hanno come obiettivo l'aumento della temperatura corporea e la facilitazione della conduzione neuro-muscolare. Ciò può avvenire quindi con alcuni esercizi di ginnastica a corpo libero, una leggera corsetta e alcuni esercizi di stretching dedicati angli arti e ai maggiori gruppi muscolari (pettorali, dorsali, gambe). Il riscaldamento, che molti atleti trascurano per mancanza di tempo e di voglia, è una parte integrante dell'allenamento (mare o palestra) e quindi va affrontato in modo serio e scrupoloso. I motivi sono molteplici: innanzi tutto il riscaldamento aiuta a prevenire infortuni muscolari, specie se l’uscita in mare è particolarmente impegnativa (ventone e onde). Il riscaldamento, grazie alla diminuzione della viscosità muscolare, alla capacità di ridurre la formazione di lattato all'inizio della prestazione, è ritenuto da molti come un mezzo fondamentale per ridurre gli infortuni e traumi da sport. Inoltre il riscaldamento innalza la temperatura del corpo, così diminuiscono gli attriti a livello articolare; a livello muscolare sono favorite alcune reazioni biochimiche. Lo stretching Nello sport lo stretching assume un'importanza basilare in quanto è proprio grazie a questo particolare sistema di allungamento/allenamento che il praticante raggiungerà la massima flessibilità muscolare. È una metodica che consiste nell'allungamento muscolare e nella mobilizzazione delle articolazioni attraverso l'esecuzione di esercizi di stiramento, semplici o complessi, allo scopo di mantenere il corpo in un buono stato di forma. Gli esercizi di stretching sollecitano, oltre alle fibre muscolari, il tessuto connettivo (tendini, fasce ecc.) presente nella struttura contrattile. Parlando di stretching è anche d'obbligo parlare della mobilità articolare (conosciuta anche come: articolarità, flessibilità, estensibilità, ecc.): è la capacità di compiere movimenti ampi ed al massimo della estensione fisiologica consentita dalle articolazioni.
Modalità 1° Fase: Cercare una tensione facile per una decina di secondi senza molleggio fino ad arrivare ad una tensione media. A questo punto la sensazione di tensione dovrebbe diminuire pur mantenendo la posizione; questa è la fase che prepara la tensione di sviluppo. 2° Fase: La tensione di sviluppo deve essere forzata e mantenuta per 15'' senza molleggiare. Da questa fase si ottiene lo sviluppo della flessibilità. 3° Fase: È la fase di rilascio che non deve essere brusca ma accompagnata in modo graduale per ritornare nella posizione originaria. Benefici
* Aumenta la flessibilità e l'elasticità dei muscoli e dei tendini; * Può prevenire traumi muscolari ed articolari; * Stimola la "lubrificazione" articolare; * Diminuisce la pressione arteriosa; * Favorisce la circolazione; * Migliora la respirazione; * Aumenta la capacità polmonare; * Riduce lo stress fisico; * Favorisce la coordinazione dei movimenti.
L’allenamento L’elasticità è la capacità dei muscoli di rilassarsi e di tendersi. E’ una qualità fondamentale negli sport di tavola soprattutto nella sua componente freestyle, tutta incentrata su torsioni, contrazioni e allungamenti vari, la fase di tensione va ridotta attraverso opportuni esercizi che coinvolgono mani, polsi avambracci, bicipiti e tricipiti delle braccia, spalle trapezio, rombi, dorsali, addominali effettuando del potenziamento muscolare con i pesi. La Forza, composta da potenza, resistenza e coordinazione, è fondamentale in tutte le discipline. La capacità di condurre tavola e corpo con il giusto grado di forza, velocità e sensibilità determina la possibilità di chiudere le diverse manovre freestyle così come di compiere salti o svolgere sull’onda surfate da manuale. La forza resistente la si ottiene grazie a carichi ripetuti, isometria e allenamento a carico naturale, senza pesi, mentre la forza esplosiva la si allena con carichi submassimali con ripetizioni ad esaurimento, eseguite velocemente o con esercizi di pliometria. Dunque tre sedute di allenamento settimanale con i pesi suddividendo i gruppi muscolari opportunamente durante i tre appuntamenti con la palestra sono l’ideale per il vostro allenamento al quale dovrete aggiungere una quota di attività aerobica (cyclette, corsa, ecc.) per mantenere il peso e fare “!fiato”. Il defaticamento dopo l’allenamento Il defaticamento è una parte fondamentale dell'allenamento soprattutto per chi ha superato la soglia dei 40 anni. In questa età il cuore, così come tutti gli altri organi e i muscoli, è meno elastico, quindi diventa necessario, al fine di evitare bruschi e pericolosi passaggi dal momento di lavoro a quello di riposo e viceversa, eseguire sempre con cura il riscaldamento e il defaticamento. Il defaticamento è la fase di ritorno alla situazione di riposo muscolare che si aveva all’inizio della seduta. Si compone di una serie di passaggi importanti e fondamentali: - Corsa lenta in scioltezza; - Esercizi di scarico e detenzione della colonna vertebrale; - Stretching, - 3'-4' di camminata lenta. Dopo l'allenamento, occorre rallentare ed alleggerire i movimenti per almeno 5/10 minuti. E' opportuno non fermare l'allenamento improvvisamente. Il defaticamento effettuato in modo corretto preverrà la formazione di acido lattico e ridurrà l'indolenzimento o l'irritazione dei muscoli, favorendo il recupero della fatica e la crescita muscolare.
Per ulteriori approfondimenti clicca su more info : |
|

L'energia che si può ottenere dal vento è circa 100 volte superiore all'attuale fabbisogno energetico dell'umanità ma molta di questa energia è disponibile ad elevate altitudini dove i sistemi eolici odierni non riescono ad arrivare. A questo ha pensato la KiteGen, una compagnia italiana che ha sviluppato un sistema eolico ad aquiloni, il Kite Wind Generator.
Ogni aquilone è connesso ad una coppia di cavi ad alta resistenza che controllano la direzione e l'angolo di volo. Questi aquiloni sono leggeri e ultra-resistenti, simili a quelli utilizzati per il kite surf e sono in grado di volare fino ad un'altezza di 2000 metri. Clicca su more info per leggere le news per intero. |
|
Scuola kite del Lago di Garda |
|
Come di consueto un nuovo Centro kitesurf è stato inserito all'interno della sezione SCUOLE del Portale. La scuola si trava al Lago di Garda precisamente a Brenzone 
Il Centro Kite Marniga è una scuola professionale con istruttori certificati FISN IKO VDWS. Per avere più info sul centro kite clicca su more info. Se invece hai una scuola di Kitesurf è vuoi pubblicizzarla all'interno di Kitesurfing.it, puoi inserirla in modo gratuito ( ricambiando iinserendo il nostro logo nel vostri siti) nella sezione SCUOLE DI KITESURF cliccando sul link SEGNALA SCUOLE presente in home page. Per qualsiasi info o difficoltà contattaci. Buon divertimento
|
|
All'interno del Portale è stato inserito un nuova località nella sezione dedicata agli SPOT sia Italiani che di tutto il mondo. Lo spot inserito è la nota spiaggia di Shark Bay di Capo Verde, che si trova precisamente sull'isola di Sal. 
Uno degli spot più conosciuti a livello mondiale sia come condizioni che come bellezza della natura. Se anche tu vuoi inserire una località che conosci bene, clicca su SEGNALA SPOT presente in home page e segui scripolosamente le indicazioni riportate dal Form indicato, più notizie inserisci in modo dettagliato più il tuo report può essere utile per gli utenti che lo leggeranno. Clicca su more info per leggere il report dello spot di Shark Bay Cabo Verde
|
|
|
|
|
Pagina 3 di 13 |
|
|
|